La mosca
Spinta dalla rabbia, poiché mi sono svegliata con un terribile mal di schiena, dovuto probabilmente alla tensione muscolare dell’incazzatura, stamattina ho fatto yoga. Stavolta senza addormentarmi.
Che meraviglia! Sono così rilassata. Adesso potrei persino fare l’ambasciatrice in Cina, io che simpatizzo per i monaci tibetani.
Improvvisamente sento che tutto sta tornando al suo posto e che il mondo è mio.
Non che finora non abbia apprezzato il miracolo di Alessio, ma era come se mi trovassi a nuotare in un mare tempestoso, a diverse miglia dalla costa.
E finalmente Gorge Clooney col suo yacht si trova a passare da queste parti.
E’ incredibile, notavo, come con la maternità si perdono alcune abilità e se ne acquistano di nuove.
L’elenco di quelle che si perdono è infinito, quindi soprassiedo.
Per quanto riguarda le abilità acquisite, innanzitutto metterei il canto.
Questa forte emotività che mi sento dentro, e che spesso finisce per ostacolarmi, mi conferisce una capacità di cantare con l’anima, che non ho mai avuto. O, almeno, questo è quello che io sento.
L’altra abilità acquisita è un accrescimento dei riflessi. A fronte di uno stato perenne di ottenebramento, sono animalescamente reattiva.
Faccio un esempio: ieri stavamo in cucina. Io avevo appena finito di mangiare e mi ero seduta a guardare la televisione, vicino ad Alessio.
Non mi ero accorta che c’era un piatto di ceramica sul tavolo, troppo vicino alle sue manine cicciotte e distruttive.
Alessio si ha tirato il piatto verso di sé e quello è caduto dal tavolo. Senza neanche girarmi, l’ho preso a mezz’aria.
Basta che non finisca come Seth Brundle nel film “La mosca”.
Alice
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